BENVENUTI NEL SITO UFFICIALE DEL METODO RAGGI® CON PANCAFIT®                                                                          fbverde ragg 1  fb business posturalmed1  google verde  inverde  youtubeverde  

TRANSFORM

Sito Ufficiale

×
 x 

Carrello vuoto
CarrelloCarrello vuoto

Integrazioni terapeutiche nel trattamento miofunzionale

UNIVERSITA’ LA SAPIENZA di ROMA MASTER IN POSTUROLOGIA

 

Tesi effettuata dalla Dott.ssa De Marco Vincenza (Formazione Metodo Raggi®), studentessa del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, A.A. 2004/2005
Questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 64 pagine.

 

1. Introduzione
Questa tesi è frutto di un lavoro integrato che si compone di due metodi rieducativi:
  • La Terapia Miofunzionale del dottor Antonio Ferrante;
  • Il Metodo Pancafit® (Allungamento Muscolare Globale Decompensato) del dottor Daniele Raggi.
Il gruppo Sperimentale di questa ricerca ha beneficiato di entrambi i metodi rieducativi al fine di essere confrontato con altri due gruppi di controllo trattati, il primo con la Terapia Miofunzionale, il secondo con il Metodo Pancafit®.
Si può ricorrere a degli esempi partendo da due punti pivot del nostro corpo: il diaframma toracico e l’osso ioide.
Un lavoro strutturale sul diaframma, ossia il recupero della sua forma originale attraverso manovre, tecniche respiratorie, posture mantenute e fibrolisi, migliora la funzione respiratoria; il muscolo retratto, fibrotizzato, ipomobile, riacquista la sua “libertà originale” per effetto della metodica utilizzata su pancafit.
La rieducazione funzionale della lingua, per effetto della catena mio-fasciale linguale, ridona orizzontalità all’osso ioide, fortemente destrutturato dalle alterazioni della dinamica linguale.
Dal recupero della sua orizzontalità partono una serie di miglioramenti strutturali che vanno a coinvolgere le parti del corpo ad esso connesse.
Sono semplici esempi che ci aiutano a comprendere come struttura e funzione si influenzano reciprocamente e ci stimolano a scoprire nuove strategie di lavoro su paziente.
 
2. Scopo
Il fine è quello di valutare i benefici derivanti dall’unione delle due terapie rispetto all’una o all’altra esercitate singolarmente.
Il connubio “pancafit” – “miofunzionale” riflette il rapporto struttura-funzione perchè i metodi sono rispettivamente strutturale e funzionale. Pancafit® (Metodo Raggi®) riarmonizza il rapporto tra la struttura e la funzione, quindi il corpo, a partire dalla struttura: il concomitante recupero funzionale è il risultato di un intervento sulla struttura corporea. La Terapia Miofunzionale (Metodo Ferrante) opera sulle funzioni della lingua e della deglutizione al fine di ottenere un parallelo recupero strutturale.
 
3. Materiale e Metodi
La ricerca è composta da 30 soggetti divisi in tre gruppi: A e B sono gruppi di controllo, C è il gruppo Sperimentale. Il gruppo A è detto gruppo “Terapia Miofunzionale” perchè trattato con la Terapia Miofunzionale (Metodo Ferrante); il gruppo B è detto gruppo “Metodo Pancafit®” perché trattato con il Metodo Pancafit® (Raggi). Il Gruppo C, sperimentale, è detto gruppo “Terapia Miofunzionale e Metodo Pancafit®” perché composto da pazienti trattati con entrambe le terapie.
Essi sono stati in primo luogo messi a confronto tra loro per poi essere comparati con il Gruppo “C” sperimentale, attraverso il metodo statistico comparativo e la verifica delle ipotesi con il “T-test o t di Student”.
I soggetti scelti per la formazione dei tre gruppi presentavano le seguenti caratteristiche:
  • Età adulta compresa tra i 18 e i 60 anni;
  • Deglutizione scorretta;
  • Disordini dell’ATM;
  • Respirazione orale;
e sono stati sottoposti ai seguenti test iniziali e di verifica finale:
  • Test con la fluorescina.
  • Test della marcia sul posto
  • Test effettuati durante le sedute Pancafit®.
  • Test della flessione in avanti.
  • Test delle tre dita.
  • Test della mobilità cervicale.
  • Baropodometria elettronica
  • Analisi posturale (scoliosometro).
Rientrano nei dati analizzati anche quelli relativi allo studio sulle cefalee: ciascun paziente ha riferito la presenza o meno di cefalee in termini di numero di episodi al mese. Dopo le terapie l’indagine è stata ricondotta.
I gruppi sono stati trattati per tre mesi: il gruppo “A” attraverso gli esercizi di Terapia Miofunzionale; il gruppo “B” attraverso un protocollo di sedute Pancafit®, 13 sedute con cadenza settimanale ciascuna della durata di 40’; il gruppo “C” attraverso entrambi i protocolli.
 
4. Risultati
Sono stati presi in considerazione i seguenti parametri:
  1. - Età;
  2. - Sesso;
  3. - Verticale di Barrè: distanza dal trago (piano A-P), differenza di altezza delle spalle (piano L-L);
  4. - Parametri baropodometrici: carico podalico destro/sinistro e rapporto retropiede – avampiede (R/A) destro/sinistro;
  5. - Parametri stabilometrici: lunghezza del gomitolo e superficie dell’ellisse;
  6. - Test della marcia sul posto;
Successivamente i dati sono stati elaborati secondo una media aritmetica.
Dalla raccolta dati è emersa la seguente ipotesi: i gruppi di controllo A e B fornirebbero delle differenze relative soprattutto ai valori inerenti la verticale di Barrè. I soggetti del gruppo A migliorerebbero maggiormente sul piano A/P, nel nostro caso la distanza dal trago, mentre i soggetti del gruppo B migliorerebbero maggiormente sul piano L/L, quindi l’altezza delle spalle. Il gruppo C, che integra le due terapie, dovrebbe migliorare su entrambi i piani.
Quest’ipotesi di miglioramento del gruppo C è stata verificata attraverso il T-test effettuato sui parametri della verticale di Barrè e sugli altri con l’obiettivo di verificare se i miglioramenti sono stati casuali o meno. Soltanto i parametri inerenti lo studio sulle cefalee e il rapporto retropiede-avampiede non sono stati sottoposti a T-test: i primi perché non tutti i pazienti ad inizio lavoro soffrivano di cefalea, i secondi perché trattandosi di un rapporto, si è valutato soltanto l’avvicinamento o lo scostamento dal valore ideale: R/A=60/40.
 
Distanza dal trago
de marco11  Fig. 1: Confronto tra la media dei valori sulla distanza dal trago nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro. Come si può ben notare l’aumento nel gruppo B è di gran lunga maggiore rispetto ad A. Da una comparazione più analitica dei dati risulta che la media A è fortemente influenzata da soggetti in cui il valore di scostamento del trago dalla verticale era negativo all’inizio e positivo alla fine. Ciò significa che quasi metà dei soggetti avevano il trago retroposto rispetto alla linea, quindi il capo indietro.
Dagli scarti tra le medie il Gruppo C migliora la distanza dal trago in maniera più significativa rispetto ad entrambi i gruppi di controllo.

Differenza altezza spalle

de marco21 Fig. 2: Confronto tra la differenza delle altezze delle spalle nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro.

Parametri baropodometrici: Carichi podalici

de marco31 de marco41 Fig. 3-4. confronto dei carichi nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro.

Parametri Stabilometrici: lunghezza del gomitolo

de marco51 Fig. 5: Confronto della lunghezza del gomitolo nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro.

Parametri Stabilometrici: superficie ellisse

de marco61 Fig. 6: Confronto della superficie dell’ellisse nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro.
Marcia sul posto
de marco71 de marco81 Fig.7-8: Confronto tra lo spostamento antero-posteriore e la rotazione nel test della marcia sul posto nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro.

Cefalee

de marco91 Fig. 9: Confronto sull’indagine delle cefalee nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro. L’indagine sulle cefalee è stata condotta chiedendo al paziente di fare un diario sulle cefalee in termini di numero al mese.
5. Conclusioni
La Terapia Miofunzionale punta al recupero della struttura attraverso la rieducazione di una funzione, presente, ma mai considerata. Si tratta di un grosso input per il sistema tonico posturale, grande quanto grande è il contributo che Pancafit® può apportargli, nel dare, come dice il Dottor Raggi, “terreno fertile” ai muscoli ed alle strutture alla ricerca della funzionalità. Il lavoro sul diaframma e sui muscoli del collo dovrebbe anteporsi alla rieducazione della lingua per effetto della forte influenza che essi hanno sui muscoli sopraioidei e l’osso ioide, ma ciò è vero quanto vera è la convinzione che il perseverare di una deglutizione scorretta e di asinergie tra i muscoli della lingua può rendere nel tempo nuovamente arido il terreno coltivato attraverso un lavoro strutturale. Ecco che queste due terapie si appartengono; adesso l’obiettivo principale è quello di comprendere in che maniera e con quali tempi bisognerebbe integrarle. Metà della risposta a questa domanda è riconducibile all’unicità del soggetto che avremo di fronte, l’altra metà la si può scoprire cercando di allargare la ricerca ad un numero campionario più elevato.